lunedì 2 giugno 2014

Poteri Spezzati

Vi presento una nuova recensione, sul fantastico libro "Poteri spezzati", spero che vi piaccia!

Titolo: Poteri Spezzati
Autrice: Federica Nalbone
Prezzo: 2,49 €
VOTO: 4.5 / 5
RECENSIONE 
Mi sono sempre domandata quale fosse la scintilla che rendesse un fantasy speciale, che lo facesse entrare nel cuore della gente, inebriandolo, e portando i suoi battiti al ritmo della narrazione.
Deve creare un'atmosfera che paia reale nelle sua irrealtà; un racconto logico che non dia la possibilità di avere dubbi sulla sua esistenza. Devi pensare, anche solo per un attimo, che quel mondo inventato sia vero e che quei personaggi a cui ti stai affezionando provino emozioni, sensazioni ed espe
rienze concrete che con la lettura riesci a condividere.

Grazie al libro “Poteri Spezzati” io sono convinta che a Chicago ci sia un'organizzazione che ci protegge da esseri sovrannaturali che non potremmo comprendere, da cui non riusciremmo a difenderci. Dei ragazzi, grazie al loro dono e alla loro immensa generosità, sacrificano la giovinezza per tutelarci, combattendo contro vampiri, licantropi, maghi oscuri pronti a spezzare l'equilibrio interiore di questi giovani, facendogli ritorcere contro la loro stessa essenza, rendendoli involucri vuoti da riempire, pensando di avere potere decisionale sulla loro vita, portando come “giustificazione” un sentimento nobile come l'amore, che perde il suo significato quando viene utilizzato per scopi crudeli.

Fra queste persone coraggiose c'è Alison, che insieme al suo gruppo di cacciatori lotta per difendere la città
e per svelare un mistero che se rimanesse irrisolto rischierebbe di portarla alla morte.
Sotto la dura corazza che ha plasmato per proteggersi, ci sono i sentimenti di una ragazza spaventata, che non è pronta a lasciare tutto: la sua vita, la sua migliore amica Amber e Dave, entrato improvvisamente nella sua esistenza, scombussolandola, e contro ogni previsione, facendola innamorare.

Indossava la sua tenuta da caccia: materiali robusti e elasticizzati, neri, con stivali rinforzati. Resistevano agli attriti e alle bruciature, erano l'abbigliamento migliore per combattere. Una tenuta meno seducente di Catwoman, ma probabilmente più efficace.”

Situazione ironiche si alternano armoniosamente ad avvenimenti che ti lasciano con il fiato sospeso e che ti fanno comprendere quante siano le responsabilità che gravano sulle spalle di questi ragazzi, che hanno assistito troppe volte al delinearsi dell'oblio della morte sui visi dei loro cari. Dicono di essere pronti a vedere terminare la loro vita in ogni momento, ma in realtà qualsiasi persona con dei sentimenti, davanti a tali e tante tragedie, sente la propria anima soffrire e anche se tenta in tutti i modi di cicatrizzarla, il dolore riaffiorerà, facendole tornare alla mente quegli interminabili momenti... come un profumo intenso, che persiste nelle narici e ti fa lacrimare gli occhi.
Lo vediamo in Alison, che non riesce a concepire l'indifferenza e la crudeltà del padre e che vorrebbe ancora sua madre con sé; lo sentiamo in Dave e Alvin che non riescono ad accettare la morte della sorella e della mamma. Questi dolori, non impediscono ai protagonisti di realizzare i loro sogni e continuare a sperare ininterrottamente.


C'era qualcosa di magico nel sonno pesante. Riusciva a scacciare delicatamente i dolori, debellava i pensieri e rendeva vaghi i sogni, dolci come solo i desideri sapevano essere.”


E' un libro che mi è piaciuto molto per la sua originalità e l'insaziabile voglia di dare emozioni, che arrivano pagina dopo pagina sempre più forti e inaspettate. Una miscela ben organizzata di avvenimenti che procedendo nel racconto, si incastrano meravigliosamente gli uni negli altri, creando un puzzle perfetto con un unico pezzo mancante, il finale, che rimanendo aperto, preannuncia un secondo libro.

COSA NE PENSATE?

_Giulietta_ 

venerdì 30 maggio 2014

Il Colle delle masche

Salve a tutti, miei cari lettori,
vorrei condividere con voi il promo del mio racconto "Il colle delle masche", che ho creato per richiamare l'attenzione sulle tradizioni popolane e i loro fitti misteri. Se volete legger il racconto vi basterà cliccare su I MIEI RACCONTI, buona visione e buona lettura.


lunedì 26 maggio 2014

Non Volare Via

Questa settimana vi presento un libro che mi ha commosso! 

Aveva attirato la mia attenzione in libreria per la magnifica copertina, ma non so per qual motivo, non l'avevo comprato!
Poi però, inaspettatamente, me l'ha prestato una mia amica, non ho resistito, l'ho iniziato e finito tutto di un fiato. 

E' una storia delicata che riserva moltissime sorprese, un romanzo che parla della vita ordinaria rendendola straordinaria, facendoci capire come i piccoli gesti siano i più importanti. 
L'affetto profondo che lega i due fratelli Matteo e Alice ti colpisce come un fulmine; la loro forza riuscirà a tirar fuori i genitori dai momenti complicati causati da un sovraffollamento di emozioni. 
Una schiettezza che spiazza il lettore, la sincerità dei sentimenti che ti parlano dritti all'anima sussurrandoti che per essere straordinari non è necessario nascere perfetti.

Titolo: Non volare via
Autrice: Sara Rattaro
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 214
TRAMA: Matteo ama la pioggia, adora avvertirne il tocco leggero sulla pelle. E' l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri, in cui smette di sentirsi diverso. Perché Matteo è nato sordo. 
Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c'è un mondo fatto solo di silenzi. All'improvviso la voce, gutturale, dice: "Pecché vola via?".
Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. E' il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All'inizio non era stato semplice crescer il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: resistere uniti grazie all'amore. Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolgono la vita quando meno te l'aspetti. Lo fa quando credi di essere sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare "Papà, non volare via". 
Questa è una storia che parla di tutti noi, che parla di un amore grande e imperfetto.
Questo è il romanzo di un bambino coraggioso, di un padre spaventato e di una ragazza con i piedi per terra.
Ma anche quello di una madre che non ha dimenticato di essere donna. 
Questo è il momento indecifrabile della vita in cui amore, colpa e perdono si fondono in un unico istante. 

"Non è la morte che ci fa paura. E' la vita. Quando ci stupiamo di quanto sia difficile affrontarla o quanto sia complicato spiegarla, dobbiamo ricordare che in una frazione di secondo tutto può cambiare."

BIOGRAFIA: Sara Rattaro nasce e cresce a Genova, dove si laurea con lode in Biologia e Scienze della comunicazione. Nel 2010 esce per un piccolo editore il suo primo romanzo "Sulla sedia sbagliata". Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo "Un uso qualunque di te", che ben presto scala le classifiche e diventa un fenomeno della passaparola. "Non volare via" è il suo primo romanzo pubblicato con Garzanti. La scrittura di Sara e la sua voce unica hanno già conquistato i più importanti editori di tutta Europa, che hanno deciso di scommettere su di lei e di pubblicarla.


"Quando arriva la tempesta pensiamo a trovare un riparo, sperando che passi in fretta portandosi via tutto ciò che non ci piace. Le conseguenze delle nostre azioni, le ferite che non si rimarginano e i brutti ricordi. Poi smette di piovere e scopriamo che ha dato solo una rinfrescata. "
fonti: Il libro

VI E' PIACIUTO QUESTO LIBRO DELLA SETTIMANA? 

_Giulietta_

domenica 25 maggio 2014

Anteprima


Salve cari lettori, 
Vi presento l'anteprima di un fantasy esordiente dal quale presto seguirà una recensione, ma non voglia svelarvi troppo in anticipo, quindi non darò ancora opinioni personali.  

Titolo: Poteri Spezzati
Autrice: Federica Nalbone 
Pagine: 217
Prezzo: 2,49 € 
Pubblicazione: 7 maggio 2014
TRAMA: Alison è una coraggiosa cacciatrice di creature soprannaturali che possiede il dono della preveggenza, ma quando il suo potere, inaspettatamente, comincia a ritorcersi contro di lei si ritrova in grave pericolo. Accorre in suo aiuto un misterioso e affascinante cacciatore, Dave, che la coinvolge in una corsa contro il tempo per tentare di scoprire perché i poteri di alcuni cacciatori siano diventati di colpo tanto pericolosi. Saranno avventure rischiose e i due ragazzi, nella splendida cornice di Chicago, verranno a contatto con molte altre creature: potenti stregoni, vampiri assetati di sangue, un misterioso fantasma e persino altri cacciatori con un'idea di giustizia ben differente dalla loro. L'amore busserà alle loro porte, ma i pericoli sono molti: qualcuno ha alterato un equilibrio precario e i due dovranno, prima di tutto, riuscire a salvarsi.


BIOGRAFIA: Federica Nalbone ha 26 anni ed è nata a Palermo, dove vive tutt'ora. Ama da sempre leggere libri e, da alcuni anni, si è avvicinata molto al mondo dell'urban fantasy sino a trovarlo fonte di ispirazione anche per i suoi scritti. Appassionata del mondo Disney, segue svariate serie televisive e adora anche il mondo del cinema.



COSA NE PENSATE? LA TRAMA VI ATTIRA? 

Perché a me ha incuriosito molto :)

_Giulietta_ 

venerdì 23 maggio 2014

Il Maggio dei libri

Salve carissimi lettori,

Come state? finalmente e venerdì e possiamo dire di poter sentire il profumo del fine settimana che si avvicina.

Mi scuso con voi se in questo periodo non aggiorno il blog con molta regolarità, ma farò di tutto per rimediare :)

Infatti vorrei comunicarvi una rubrica, a mio parere molto interessante, che ha aperto il blog ALL MY BEDSIDE BOOKS & CO intitolata "Promotions" : il suo scopo è aggiornare i lettori sui vari sconti, per comprare i libri al prezzo più conveniente.

E' proprio in questa rubrica che ho visto la promozione IL MAGGIO DEI LIBRI e ho immediatamente pensato che non potevo fare altro che condividerla con voi!



Dal 22 al 26 maggio sui siti www.ibs.it e www.libraccio.it ci sarà questo sconto del 20% su tutti i libri, tranne i testi scolastici, che a mio parere va colta al volo. 

Che ne pensate? 

_Giulietta_

martedì 20 maggio 2014

Il mio dante

Questa settimana vi consiglio un libro che pur essendo molto "Dotto" non è per nulla noioso, stiamo parlando della divina commedia analizzata dal punto di vista di Benigni! 

Titolo: Il Mio Dante
Autore: Roberto Benigni 
Pagine: 145
Prezzo: 10,50 €
Casa editrice: Einaudi  
Un libro scanzonato, leggero e dottissimo per chi ama la poesia e per le folle che nel 1991, dalle università, ai teatri, alla televisione, hanno cominciato o ricominciato ad amare Dante per come Benigni lo ha narrato.
Il distillato del racconto orale con cui il nostro grande attore comico ha accompagnato tutte le sue letture dantesche. 
Che in modo allegro e pieno di vita, ci parla di figure retoriche e di accenti, di bellezza e di amore, di religione, di Dio e del peccato. Un libro, infine, che col sorriso sulle labbra ci rende felici di parlare la stessa lingua di Dante Alighieri. 

"Quando dico che la divina commedia è la vetta della letteratura, lo dico proprio perché è un piacere leggerla, e chissà cosa abbiamo fatto di straordinario per meritarci un dono così bello. E' come se Dio avesse detto: << Guarda, siete stati talmente bravi e buoni che vi voglio premiare; vi dò uno che vi scrive la Divina Commedia.>>"
ESTRATTO

"A me la mia mamma me lo diceva sempre: -impara a memoria! Lo vedi Dante? Era tremendo. Devi diventare come lui, che sapeva tutto a memoria, conosceva ogni cosa! -
E mi raccontava il famoso aneddoto del sasso...

Dante è seduto su un sasso davanti al Duomo di Firenze.
Arriva un signore e gli dice: -Qual'è il miglior boccone?
E Dante: -L'uovo!
E l'altro se ne va.
Un anno dopo, lo stesso signore ritorna nello stesso posto dove Dante è seduto sullo stesso sasso, e gli chiede a bruciapelo: -Con che? 
E Dante: -Col sale! "

E a voi piace la Divina Commedia?
Fonti: il libro
_Giulietta_ 

lunedì 19 maggio 2014

INTERVIEW TIME

Ecco a voi la seconda parte dell'Interview time!

Intervista a Sofia Domino 
  1. Prima di tutto ti ringrazio per avermi dato la disponibilità per questa intervista;
    La prima domanda che vorrei rivolgerti è la seguente: Da cosa è nata la scelta per due mondi così contrapposti come l'India e New York? Cosa ha fatto nascere questa idea?

Grazie a te per ospitarmi nel tuo blog e per la tua disponibilità!
Ho deciso di ambientare il mio romanzo sia negli Stati Uniti sia in India per un motivo. Sarah, la protagonista, è nata e cresciuta a New York. Si muove tranquillamente tra le strade affollate, schiva taxi ed entra ed esce dalle metropolitane come se niente fosse. Per lei il verde equivale a Central Park e un enorme grattacielo rappresenta la sua casa.
Quando Sarah decide di partire per l’India e arriverà in città come Mumbai e Raipur, non avrà problemi a spostarsi (e lo stesso avverrà nel corso del romanzo, quando si troverà in altre città indiane e dovrà ambientarsi velocemente) e quando raggiunge Kailashpur (il villaggio rurale indiano che vuole visitare) rimane senza parole, ma non in senso negativo. Da un’immensa e caotica città come New York, Sarah si ritrova nella natura vera, al fianco di bufali, di capanne, di campi immensi. Tutto è diverso se visto dagli occhi di una ragazza di città ed è ancora più facile contemplare la bellezza della natura che ci circonda.
Sarah deve abituarsi allo stile di vita indiano (niente più docce, pasti consumati intorno al tavolo, ventilatori…) e nonostante le prime difficoltà, non mancheranno momenti in cui si siederà ad ammirare il paesaggio, il volo di un uccello, l’orizzonte che incendia il fuoco…
E gli Stati Uniti le parranno sempre più lontani, e le sembrerà impossibile che New York e Kailashpur facciano parte dello stesso mondo.
Se la protagonista fosse stata una ragazza di campagna, o comunque di un piccolo paese, anche se straniero, avrei potuto fare meno paragoni.

  1. Puoi descriverci le caratteristiche delle due protagoniste: Sarah e Asha?
    E qual'è l'elemento che le unisce in un rapporto così forte da spingere Sarah a fare il possibile per liberare Asha?

Certo. Comincio con Sarah, la protagonista di “Come lacrime nella pioggia”. Sarah è una ragazza di ventidue
anni, nata e cresciuta a New York. È un’appassionata di fotografia, ama immortale paesaggi meravigliosi e, al tempo stesso, nascosti. Paesaggi che gli altri tendono a dimenticare solo perché non definiti famosi. È perdutamente innamorata di Abhai, un ragazzo indiano trasferitosi a New York all’età di cinque anni. Sarah è solare e molto dolce, ma è anche molto determinata. Ha le idee chiare ed è una femminista.
Asha è la co – protagonista di “Come lacrime nella pioggia”, ha quindici anni e vive a Kailashpur, un villaggio remoto dell’India. È una ragazzina sensibile e sognatrice. Vorrebbe continuare a studiare, invece è obbligata a lavorare per tutto il giorno. Lavora come arrotolatrice di bidis (il bidi è la sigaretta indiana dei poveri). Asha è stata venduta in sposa, e proprio per questo vuole fuggire dal suo villaggio. Vorrebbe essere libera, e grazie a questo suo grande sogno, mostra tutta la sua forza e il suo coraggio nell’andare contro alla mentalità degli uomini indiani.
Il giorno in cui Sarah incontra Asha, rimane piacevolmente colpita dalla determinazione che legge nei suoi occhi. Sarah capisce subito che in Asha brucia una forza nascosta così, lentamente, decide di parlare con lei. Questo è l’inizio della loro amicizia, di un’amicizia pura, senza pregiudizi.
Sarah e Asha diventeranno migliore amiche; a unirle è un forte legame creato da un grande affetto, da quella determinazione e voglia di sognare che condividono.
Le altre donne che abitano a Kailashpur non hanno la stessa voglia di ribellione di Asha, ecco perché Sarah si aggrappa a lei, ecco perché non può rimanere indifferente davanti a tutto quello. Secondo Sarah una ragazzina di quindici anni dovrebbe studiare e vivere nella spensieratezza, mentre Asha è costretta a lavorare tutto il giorno, è costantemente picchiata ed è stata venduta in sposa. Tutto questo è semplicemente inaccettabile e a peggiorare la situazione ci sono gli uomini del villaggio, che vogliono mettere a entrambe i bastoni tra le ruote.
Sarah, nonostante Asha sia una ragazzina indiana, si rivede in lei. La sua determinazione si rispecchia in quella di Asha, così come la sua forza. Ecco perché per Sarah liberare Asha diventerà uno scopo nella vita. Grazie alla loro amicizia e grazie a quelle similitudini che avvicinano due ragazze così diverse, Sarah si schiererà completamente dalla parte di Asha.
Niente, però, è mai come sembra. E le cose peggiorano gravemente quando gli uomini del villaggio decidono di tendere una trappola a Sarah e Asha…

  1. Come mai Sarah vivrà per svariati mesi in un villaggio remoto dell'India?

Il fidanzato di Sarah, Abhai Mailakar, è nato in un villaggio remoto dell’India, Kailashpur, che si trova nello stato del Chhattisgarh, e con suo padre cercò fortuna a New York all’età di cinque anni.
Sarah e Abhai presto vorranno sposarsi, ma prima di farlo Sarah vuole conoscere ogni cosa di Abhai, incluse le sue origini. Ecco perché, prima di convolare a nozze, i due decidono di fare un viaggio nell’India e di recarsi da un cugino di Abhai che vive ancora a Kailashpur. Non solo Sarah vuole vedere con i propri occhi il villaggio in cui è nato Abhai, ma poiché Abhai non ricorda quasi niente del suo villaggio e della madre morta quando lui ora ancora un bambino, Sarah spera che, grazie a quel viaggio in India, il suo fidanzato riuscirà a dare un senso a quei ricordi confusi.
Nessuno dei due sa che in quel villaggio remoto vive anche Asha, una ragazzina che vuole disperatamente andarsene da quel villaggio, dalle leggi ristrette dell’India, dal potere degli uomini, dalla violenza…


  1. I diritti delle donne sono un argomento di cui non se ne parla mai abbastanza, ma secondo la tua opinione quali sono stati i passi avanti che sono stati fatti in questi anni e invece quali sono i punti ancora da modificare perché ci sia una perfetta parità fra i sessi e soprattutto, questo equilibrio si potrà mai raggiungere?

Sicuramente di questo argomento si parla sempre poco, comunque nel corso degli anni ci sono stati dei grandi passi avanti per le donne, ma questi passi sono ancora pochi.
Se nei Paese occidentali le donne possono godere di ogni diritto, possono lavorare e possono votare, non si può dire lo stesso per molti altri Paesi.
Tre quinti del miliardo di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà sono donne. Dei 960 milioni di alfabeti, due terzi sono donne, ragazze e bambine. Ogni giorno 1600 donne e più di 10.000 neonati perdono la vita a causa di complicazioni dovute alla gravidanza e al parto. Una donna su cinque nel mondo ha subito dei casi di violenza.
Questi sono soltanto alcuni dati, e parlando dell’India, nonostante fortunatamente nelle grandi città indiane sempre più donne stanno trovando il loro posto nel mondo, lo stesso non si può dire delle donne, ragazze, bambine e madri che vivono nei villaggi rurali.
In India una donna non è nessuno e non ha alcun diritto. Si stima che ogni venti minuti una donna in India sia violentata, e se si rivolge alla polizia, non riceve nessun aiuto.
Le ragazzine nei villaggi rurali dell’India sono spesso obbligate a smettere di studiare all’età di quattordici anni (se non prima) e sono costrette a lavorare, oppure sono vendute in matrimoni combinati. Inoltre, sono venuti alla luce ripetuti casi in cui delle ragazzine sono state avvicinate da uomini che promettono loro una vita migliore fuori dal villaggio e un lavoro sicuro. Speranzose, quelle ragazzine si fidano di quegli uomini, ma alla fine saranno picchiate, abusate, rinchiuse, vendute ad aste oppure costrette a prostituirsi.
Sono qui oggi per parlare del mio romanzo “Come lacrime nella pioggia”, delle condizioni di vita delle donne indiane, dei diritti delle donne, della coraggio delle donne e della forza che si nasconde dietro a delle amicizie vere, profonde.

I punti da modificare affinché ci sia una perfetta parità tra i sessi sono ancora molti, moltissimi. Basta pensare che, molte volte, le donne nei villaggi rurali sono educate a tenersi tutto dentro, a non raccontare episodi di violenza e di abuso. Fino a quando non cambierà la mentalità di ogni vittima, allora i padroni esisteranno.
Inoltre, troppo spesso le vittime che invece vorrebbero urlare e chiedere aiuto non ne hanno la possibilità perché nessuno ascolta le loro grida, perché le loro richieste di aiuto sono silenziose, soffocate da uomini – padroni e dalla corruzione della polizia.
Durante la stesura di “Come lacrime nella pioggia” ho letto tantissime testimonianze in cui le vittime cercavano aiuto, solo che non sapevano a chi rivolgersi. In India, infatti, per una bambina la persecuzione comincia ancora prima della sua nascita e intorno a lei non ha nessuno, davvero nessuno, cui rivolgersi.
Basta pensare a tutti quei casi in cui ragazzine violentate, che dopo tutto quello che avevano subito riuscivano comunque a trovare dentro di loro la forza per dire basta, venivano minacciate. Alla fine, molte di loro sono state uccise proprio perché non avevano nessuno che potesse difenderle, proteggerle.
Chi lo sa, forse prima o poi potremo raggiungere una perfetta parità fra i sessi, anche se adesso siamo ancora lontani da questo traguardo. Io, però, non voglio smettere di parlare dei diritti negati delle donne e di tutte le atrocità che donne, madri, ragazzine e bambine subiscono ogni giorno in India e in altre parti del mondo (anche in Italia). Credo che ognuno, nel suo piccolo, possa fare qualcosa. L’unione fa la forza e spero tanto che, presto, si possa davvero vivere in un mondo di pace, privo d'ingiustizie e dove nessuna donna, neanche una, sia più costretta a essere nessuno.


  1. Quanto tempo ci hai impiegato per scrivere questo romanzo?

Prima di scrivere “Come lacrime nella pioggia” ho dovuto trasformare le mie idee in qualcosa di concreto. All’inizio non sapevo se avrei avuto materiale a sufficienza per tirarne fuori un libro, così ho trascorso numerose giornate a fare ricerche. Quando ho capito che avrei potuto trovare molte informazioni, allora ho deciso che le mie idee sarebbero diventate un libro. Ho letto numerose testimonianze di ragazzine indiane che abitano nei villaggi rurali, picchiate, vendute, costrette a prostituirsi e obbligate a lavorare e a smettere di studiare. Ho guardato filmati e svolto numerose ricerche per capire lo stile di vita indiano, e anche per scoprirne di più su Kailashpur, e spero di non aver commesso nessun errore. Tra appunti, ricerche, stesura del testo e fasi di editing, ho impiegato un bel po’ di tempo a scrivere “Come lacrime nella pioggia”, ma l’avventura è appena cominciata. Perché prima un autore ha un’idea, la ascolta, la sviluppa, scrive il testo del romanzo e lo corregge, ma poi arriva il momento in cui decidere se far compiere o no un viaggio al proprio libro. Io ho deciso di farglielo compiere e ho scoccato la freccia, indirizzandola ai lettori. Non so quali lettori saranno colpiti da “Come lacrime nella pioggia”, ma sicuramente il supporto dei miei lettori e dei blogger è molto importante.

  1. Credo che la tue iniziativa per Amnesty International e per la petizione siano dei gesti veramente ammirevoli, puoi parlarcene?

Grazie per le tue parole. L’unione fa la forza, ne sono completamente convinta.
Ho deciso di rendere “Come lacrime nella pioggia” leggibile gratuitamente (per ricevere il testo in PDF basta sofiaromanzo@yahoo.it) perché, in questo modo, incoraggio i lettori a sostenere Amnesty International, che da cinquant’anni si occupa di difendere i diritti umani e si riconosce nei principi della solidarietà internazionale, oppure a firmare una petizione che ho lanciato su Change.org, indirizzandola al governo indiano, per migliorare le condizioni di vita delle donne. Firmare la petizione è gratuito.
inviarmi un’e-mail all’indirizzo

Sostenere Amnesty International vuol dire difendere i diritti e le libertà fondamentali di ogni essere umano, e sono rimasta impressionata dal loro lavoro e dalle varie iniziative.
Immagina essere una donna dell’India e di vivere costantemente nella paura. Immagina sapere che, intorno, non hai nessuno pronto a proteggerti.
Deve essere terribile, eppure per una donna indiana tutto questo rappresenta la sua realtà, la sua vita.
Sono fermamente convinta che ognuno dovrebbe godere dei diritti basilari, ecco perché ho deciso di appoggiare Amnesty International, la più grande Organizzazione non governativa per la protezione e la difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo!
Ci sono moltissimi modi per sostenere Amnesty. Con una donazione (donare è semplice e sicuro, e una persona, una famiglia, un’azienda e/o uno studente possono donare anche una quota libera!), manifestando al fianco di Amnesty, iscrivendosi alla Newsletter dell’associazione oppure facendo shopping. Gli articoli a marchio Amnesty International sono prodotti del commercio equo e solidale!
Per maggiori informazioni, visita il sito:

Firmare la mia petizione è semplice, gratuito e veloce. E può davvero fare una differenza.
Ho lanciato la mia petizione su Change.org (piattaforma online gratuita di campagne sociali), elencando le ingiustizie che le donne indiane subiscono giornalmente.
Essere nessuno per una donna indiana è la sua condanna.
Bambine, ragazzi, donne, madri… nessuna di loro può alzare la testa, può dire no, può scappare dalle atrocità che le circondano. Se provano a farlo, spesso sono punite, minacciate. Uccise.
È arrivato il momento di dire basta. Ecco perché ho lanciato una petizione indirizzandola al governo indiano, perché spero in un cambiamento, anche piccolo, che possa migliorare le condizioni di vita delle donne indiane.
Quando la mia petizione avrà raggiunto un elevato numero di firme, allora la porrò nuovamente all’attenzione del governo indiano, o di chiunque altro potrebbe fare una differenza, mostrando che persone da tutto il mondo, come noi dall’Italia, vogliono dire basta alla violenza sulle donne.
Affinché la mia petizione possa crescere, ha bisogno anche della tua firma.
Firma oggi, farlo è veloce, semplice e gratuito.
Grazie!

  1. Un ultima domanda, i tuoi titoli sono sempre straordinariamente originali, da dove viene “Come lacrime di pioggia”?

Grazie per i tuoi complimenti!
I titoli per i miei romanzi arrivano quando meno me lo aspetto. Sia per “Quando dal cielo cadevano le stelle” sia per “Come lacrime nella pioggia”, è successo all’improvviso. Per il primo titolo, del mio romanzo d’esordio sulla Shoah, ricordo che ero in spiaggia quando d’un tratto pensai “gli ebrei durante il nazismo erano spesso definiti dalla stella di David, che fino alla metà del ’44 era anche cucita sulle casacche a strisce dei prigionieri di campi di concentramento come quello di Auschwitz. Il mio titolo deve parlare anche delle stelle, di un periodo in cui le stelle erano strappate dal cielo - come gli ebrei erano strappate dalle loro case - per essere cucite sulle vesti degli ebrei e sulle casacche a strisce dei deportati. Di quel periodo in cui, senza alcuna spiegazione, gli ebrei perdevano tutti e tutto. Di quel periodo in cui perdevano la dignità, in quel periodo in cui le stelle cadevano dal cielo”.
Per quanto riguarda “Come lacrime nella pioggia”, invece, ricordo che ero a casa quando d’improvviso decisi d’intitolare il mio romanzo in questo modo. Volevo un titolo che incuriosisse e che, allo stesso tempo, fosse drammatico. Perché la storia di Sarah è Asha, nonostante la loro forza e il loro coraggio, è cruda e drammatica. “Come lacrime nella pioggia” è un titolo che può dire molte cose…
Sono arrivata alla fine di questa intervista. Grazie ancora per avermi ospitata nel tuo blog Giulia e per le belle domande. Un grazie anche a tutti i tuoi lettori!

Ringrazio la Scrittrice per averci dato la possibilità di parlare di argomenti così importanti e per aver risposto alle mie domande.

E VOI CARI LETTORI, COSA NE PENSATE?

_Giulietta_

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