giovedì 19 gennaio 2017

NARRATE' - la lettura ha scoperto l'acqua calda



Il mio rapporto con le bevande calde in generale è sempre stato qualcosa di conflittuale, una battaglia che si è evoluta nel tempo esplicandosi (che parole) in diverse fasi della vita. 

Prima fase: quella del "LATTE" dagli zero ai sei anni. 
Tazzone strapieno e ustionante bevuto al mattino possibilmente accompagnato da cereali (messi lentamente nell'intruglio caldo in modo che non si smollassero) oppure da biscotti, non pucciati, ma mangiati a parte per evitare il fastidioso tuffaggio e successiva ricerca di residui dolciari all'interno del recipiente. Quando mi sentivo più trasgressiva (stiamo sempre parlando dei sei anni) lo accompagnavo con il famoso nesquick (non si tratta di pubblicità occulta, ma mera tradizione). 


Seconda fase: "IL NULLA" dai sei ai diciott'anni.
Un periodo durato una vita in cui al mattino il mio stomaco si rifiutava di ricevere qualsiasi sostanza liquida a lui proposta. Devo congratularmi con mia mamma che le ha provate tutte: Tè, spremuta d'arancia, orzo (il più temuto), succhi e caffè, ma non c'era proposta che io accettassi. Testarda come pochi dopo mezzo biscotto e un sorso d'acqua (che tristezza) ero pronta per andare a scuola, illusa di aver fatto colazione, ponendomi incredula domande sul perché alla prima ora mi venisse già fame e dovessi rimpinzarmi almeno con un panino e una fetta di torta. Cosa dite voi? Sarà stata la crescita?

Terza fase: "QUALSIASI COSA CONTENGA TEINA O CAFFEINA" dai diciotto fino ad ora (credevate veramente che vi avrei rivelato la mia età eh?! Invece no!)
Penso che ci sia un momento nella vita di tutti, che per me ha coinciso con il periodo della maturità, in cui il nostro corpo richiede espressamente d'ingurgitare qualcosa che ci tenga svegli. Situazione che naturalmente, una volta avviata, ci perseguita per tutta la vita; che si debba studiare per un esame o svegliarsi presto al mattino per andare a lavoro non importa, ci vuole qualcosa che dia la carica. Per questo ho sviluppato una predilezione per la caffeina al mattino, e per sentirmi un po' British il tè delle cinque (poi ci credo che non dormo). 

Per questo essendo ancora nel pieno della terza fase della mia vita quando ho intravisto fra i post della mia bacheca facebook la notizia che esiste in commercio un ibrido fra un tè e un libro che permette di ottimizzare i 5 minuti dell'infusione non potevo credere ai miei occhi. 

Sono i "narratè"! Un progetto nato con la startup "narrafood" creta nel 2015 con lo scopo di unire
cibo e cultura in un binomio perfetto.  Il primo progetto di narrativa riguarda ricreare sia attraverso gli aromi delle infusioni, sia attraverso i racconto l'atmosfera delle grandi città italiane come Milano, Venezia e Firenze. Il progetto però è molto più vasto e vorrebbe piano piano comprendere non solo il territorio, ma anche la letteratura, la cultura e la religione. Ogni aspetto della vita insomma, che possa essere racchiuso in 5 minuti.

Un progetto ambizioso e innovativo che io sinceramente ammiro molto, anche per la coscienza ambientale che l'azienda sembra voglia mettere nei propri prodotti con l'utilizzo di carta 100 % riciclabile.

Sembra che la lettura abbia veramente scoperto l'acqua calda arrivando all'essenza dell'infusione della vita. Che aspettiamo allora, io voglio provarla  e voi? 


_Giulietta_ 

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