lunedì 27 gennaio 2014

Un giorno per ricordare di non ripetere la storia


Un giorno per ricordarsi di non ripetere la storia!
Oggi 27 gennaio 2013 è la data in  cui si ricorda la terribile tragedia dell’olocausto!
Una memoria che non deve essere sollecitata solamente in questa data, ma deve persistere nelle nostre menti per tutti i 365 giorni dell’anno, evidentemente a volte questo non accade! Come si spiegherebbero  altrimenti le continue emarginazioni e ingiustizie che ancora oggi si manifestano ogni giorno ad ogni ora in tutto il mondo?

Per questo importante appuntamento voglio farvi una doppia proposta; infatti oggi, 27 gennaio, sono usciti due libri trattanti del tema della schoah!

Le sorelle Rebecca e Sofia Domino sono le autrici di questi romanzi che ci aiutano a far riemergere il passato, due libri per ricordarsi di non dimenticare mai; perché l’uomo ha una memoria storica labile, ma questo non è un buon motivo per ripetere sempre gli stessi errori.

LA MIA AMICA EBREA
Autrice: Rebecca Domino
pagine:300
Prezzo: 1.99 € (ebook)
Anno: 2014
Canale di distribuzione: Lulu

Trama: Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un' Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

Biografia:  Rebecca è nata nel 1984, e da sempre è stata appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa sua  grande passione per molti anni, è tornata a scrivere e adesso è ciò che più le piace fare. E’ anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il suo  primo romanzo.

QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE
Autrice: Sofia Domino
Pagine: 496
Prezzo: 1.99€
Anno: 2014
Canale di distribuzione: Lulu

Trama: Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

Biografia: E’ nata nel 1987 e sin da quando era piccola le piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la sua passione principale. Oltre a scrivere adora leggere e sognare. Inoltre, viaggia non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il suo primo romanzo.

Per celebrare ancora di più questa giornata voglio condividere con voi l’intervista fatta a queste due giovanissime scrittrici: 

  •     La mia curiosità si è accesa quando ho saputo che due sorelle scrittrici hanno scelto entrambe come tema dei loro libri l’olocausto; da dove proviene questa decisione? 




Rebecca: Ho sempre voluto scrivere un libro sull’Olocausto, perché penso che sia un orrore che non deve ripetersi. Purtroppo è già successo che, in altre nazioni, siano stati commessi dei genocidi e altre atrocità che, per certi versi, non sono poi molto diverse dall’Olocausto: il primo genocidio che mi viene in mente è quello perpetrato dai Khmer rossi in Cambogia, ma ci sono anche altri esempi, come il genocidio armeno (chiamato anche, non a caso, Olocausto armeno), il genocidio del Ruanda, ecc… Per evitare che vengano nuovamente commesse atrocità simili è fondamentale tenere viva la memoria di quello che è successo in passato e, fra tutte le tragedie, quella dello sterminio degli ebrei per volere di Hitler e del suo partito è sicuramente la più conosciuta. Nel mio romanzo, però, ho voluto raccontare la storia dal punto di vista di Josepha Faber, una quindicenne tedesca. Sono sempre stata interessata ai lati meno conosciuti delle vicende famose e forse è stato questo che mi ha spinta a esordire con “La mia amica ebrea”: la maggior parte dei libri sull’Olocausto sono scritti dal punto di vista degli ebrei e, nonostante nel mio romanzo ci siano stralci della vita degli ebrei, visti attraverso gli occhi di Rina, la protagonista resta Josepha e ciò permette ai lettori di vivere la Germania nazista dal punto di vista del “nemico” e di ricordare gli atti eroici di persone qualunque, che hanno rischiato molto per aiutare gli ebrei durante il nazismo.

Sofia: Ho sempre voluto parlare dell’Olocausto e raccontare le ingiustizie che hanno subìto gli ebrei durante il periodo del nazismo. L’occasione giusta è arrivata con il mio romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle”. Dentro di me ho sentito il bisogno di dare una voce a tutte quelle famiglie di ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono costrette a lasciare il loro Paese, a nascondersi in dei rifugi, che persero ogni diritto, che furono additate e che furono rinchiuse in dei campi di concentramento. La domanda che durante il mio romanzo prende sempre più importanza è: perché?
È una domanda che accomunava ogni ebreo: bambini, ragazzi, adulti e anziani.
Siamo nel 1943: Perché noi ebrei siamo cercati dalla Gestapo? Perché siamo rinchiusi in dei campi di concentramento? Perché siamo costretti a lavorare per ore? Perché le SS vogliono ucciderci? Perché non abbiamo più nessun diritto? Perché non possiamo tornare a casa? Perché non abbiamo più un nome, ma siamo diventati dei numeri?
Grazie a “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho potuto dare la voce a Lia, una ragazzina ebrea, alla sua famiglia e ai suoi protettori. Inoltre, ho voluto lanciare un messaggio, quello di non dimenticare mai le atrocità del nostro passato, così che non siano più ripetute 
  • Rebecca, “la mia amica Ebrea” parla di un profondo legame fra due ragazze: ti sei ispirata al rapporto che c’è con tua sorella?

No, onestamente non mi sono ispirata al rapporto fra me e mia sorella per scrivere quello fra Josepha e Rina. Sono legatissima a mia sorella, però il nostro rapporto non ha niente a che vedere con quello delle due ragazze del mio romanzo. La loro è un’amicizia che nasce su una base comune: sono due sconosciute che si avvicinano sempre di più nonostante una sia tedesca e l’altra ebrea, perché vedono la vita allo stesso modo, e sono generalmente sulla stessa lunghezza d’onda. La loro è un’amicizia profonda, perché a causa del periodo in cui vivono, dove tutto è incerto, si conoscono in fretta, si confidano come se si stessero sfogando con un diario privato, si rivelano segreti e si fidano del tutto l’una dell’altra. Questi punti sicuramente accomunano il loro rapporto a quello fra me e Sofia ma penso che un rapporto fra due amiche sia molto diverso da quello fra due sorelle perché due sorelle sono cresciute insieme, si conoscono “da sempre” e questo influenza il loro legame.

  •   Sofia, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, un titolo veramente particolare e affascinante che suscita curiosità, da cosa ti sei ispirata?
Come sappiamo, in molte nazioni, durante il nazismo, gli ebrei erano costretti a cucire sulle proprie vesti la Stella di David. In “Quando dal cielo cadevano le stelle” c’è una scena in cui Chalom, il fratello minore di Lia, chiede alla loro nonna perché tanti ebrei sono costretti a cucire sui loro abiti una stella. Chalom sa che la colpa è dei nazisti, naturalmente lo sa anche Lia, e la domanda che entrambi si fanno è: perché le stelle sono cucite sulle vesti degli ebrei? Il loro posto non è nel cielo?
Lia, una volta rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz e costretta a indossare la casacca a righe, noterà che anche su quella veste sporca e piena di pidocchi si trova una stella gialla, a sei punte, segno di riconoscimento per i prigionieri ebrei.
Il posto delle stelle è nel cielo, ma durante la Seconda Guerra Mondiale in numerose nazioni, ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento, le stelle erano cucite sulle vesti degli ebrei e sembravano cadere dal cielo.
Erano strappate dal cielo come gli ebrei erano strappati dalle loro case.
Ecco perché ho deciso di intitolare il mio romanzo “Quando le stelle cadevano dal cielo”.


  • Siete entrambe molto giovani, ma avete già scritto due libri, sono veramente ammirata! Avete un nuovo romanzo in lavorazione?

Sofia: Grazie per le tue parole! Scrivere è la mia passione, e non smetto mai di farlo e di cercare spunti per i miei romanzi. Comunque la risposta è sì, ho già un nuovo romanzo in lavorazione e adesso sono in una delle fasi dell’editing. Il mio prossimo libro uscirà a giugno ma l’ambientazione non sarà italiana. Il romanzo prende vita in India, il Paese peggiore in cui nascere donna. Le protagoniste sono due giovani donne di due nazionalità diverse che instaurano un’amicizia profonda. Può l’amicizia di due ragazze vicine ma lontane durare per sempre? Ed è possibile lottare per la giustizia in un Paese corrotto e dove il potere è nelle mani degli uomini?

Rebecca: Grazie. Cerco di scrivere ogni giorno, quindi ho sempre dei progetti per il futuro! Il mio prossimo romanzo uscirà quest’estate e, rispetto a “La mia amica ebrea” ha rappresentato una sfida per me perché, per la prima volta, ho scritto di una persona realmente esistita. Non posso dire chi è, però è una ragazza di cui io stessa non sapevo niente, prima d’imbattermi casualmente nella sua storia, una storia che mi ha coinvolta e sconvolta, una storia d’ingiustizie, intrighi e violenza ma, soprattutto, una storia sul diritto alla libertà, fisica e di pensiero.
Come avrete capito, è un romanzo cui tengo molto, che mi da’ una certa responsabilità perché ho messo su carta le emozioni, i sogni, i pensieri, le paure, le angosce di una ragazza veramente esistita, e le mie parole saranno il mezzo attraverso il quale i lettori potranno farsi un’idea più ampia su certi periodi della Storia, su certi “personaggi” e, spero, su di lei, su questa ragazza che è stata incompresa e dimenticata dai più.

  • Adesso Vi faccio delle domande più generali, per conoscerVi meglio; libro, autore e genere letterario preferito!
Rebecca: La mia autrice preferita è Jane Austen, per la sua padronanza della lingua, la grammatica, l’ironia e la perspicacia nei suoi romanzi e il mio libro preferito è “Orgoglio e pregiudizio”. Ammiro molto Jane Austen perché nacque in un periodo storico in cui le donne potevano fare poco o niente e, senza avvalersi degli aiuti della tecnologia di cui disponiamo oggi, è riuscita a scrivere dei libri che sono impareggiabili dal punto di vista lessicale e dello stile in generale. Per quanto riguarda il genere letterario che preferisco, non ne ho uno che supera tutti gli altri. Leggo un po’ di tutto: romanzi storici, romanzi – testimonianza, romanzi contemporanei… ci sono dei generi però che non mi piacciono. Il fantasy in tutte le sue sfumature è indubbiamente uno di quelli, e non mi piacciono neanche gli horror, i thriller o i polizieschi.
Sofia: Non ho un vero e proprio libro preferito. Mi piace molto leggere e penso che ognuno di noi possa imparare sia dai libri belli sia da quelli brutti. Naturalmente, adoro Il diario di Anna Frank, il talento e la forza di questa giovane ragazza ebrea che ha conquistato il mio cuore. La mia autrice preferita è Bianca Pitzorno. Solitamente scrive dei romanzi per un target di bambini – ragazzi, ma trovo il suo stile completo. Le protagoniste dei suoi romanzi sono principalmente femmine e, come nel mio caso, sono quasi sempre delle eroine. La Pitzorno riesce a cucire e scucire le varie vicende e si dedica molto bene a ogni suo libro. M’interessa molto anche leggere libri – testimonianze e, naturalmente, mi dedico anche ai romanzi degli autori emergenti.

  •    Avete creato due blog, volete parlarcene?
Sofia: Sì, certo. Ho aperto un blog (http://sofiadominolibri.blogspot.it/) dove parlo dei miei romanzi, delle trame, delle novità… è il mio mondo e il mondo dei miei libri. È sempre molto aggiornato e parlo spesso di sorprese e giveaway. Invito tutti i tuoi lettori a venire a trovarmi nel mio blog!
Rebecca: Sì, ho aperto un blog dedicato ai miei libri, al mio mondo (http://rebeccadomino.blogspot.it). Cerco di aggiornarlo costantemente, specialmente in un periodo di promozione come questo, e penso che per i miei lettori sia un modo semplice e veloce per essere sempre aggiornati sui miei progetti.

  •  Da dove e quando è nata la Vostra passione per la scrittura?
Rebecca: Ho cominciato a scrivere quando ero bambina. A scuola mi piaceva scrivere temi e, spesso, nel tempo libero scrivevo racconti. Purtroppo, nel corso dell’adolescenza ho messo in secondo piano la scrittura per dedicarmi del tutto ad altri interessi che pensavo fossero le mie vere passioni, ma non si sono rivelati tali. Dopo un po’ di anni, però, mi sono seduta nuovamente davanti al computer e ho ripreso a scrivere. Sono anni che scrivo per me stessa, sperimento vari generi, e nel frattempo leggo. Sono felicissima di aver ripreso a scrivere e adesso capisco che quella passione che mi entrò dentro in maniera naturale e inspiegabile durante l’infanzia, è sempre stata quella giusta e che sono stata io ad aver “sbagliato strada”, dedicando così tanto tempo ed energie ad altre attività che, poi, mi hanno delusa. Ora quando scrivo mi sento felice e libera di creare dei mondi o di provare a migliorare quello in cui ci troviamo, una parola alla volta, e sono sicura che, fino a quando potrò, non smetterò di scrivere.
Sofia: Sin da quando ero piccola, adoravo scrivere. Ho cominciato a farlo su dei quaderni per la scuola, poi sono passata alla macchina per scrivere e, infine, al computer. Ricordo ancora qualcuna delle prime storie che scrissi e mi spiace tanto che con il passare del tempo ne ho perdute alcune! Prima di far uscire un romanzo, però, ho avuto bisogno di conoscere meglio il mio stile e ho imparato dai miei stessi errori. Durante l’adolescenza, inoltre, con rammarico ammetto di aver lasciato perdere per un periodo la scrittura e di essermi dedicata ad altro. Stavo crescendo e avevo bisogno di vivere altre esperienze. Adesso, comunque, so che la mia passione più grande è la scrittura e non potrei stare a lungo senza scrivere! Ogni volto, ogni parola, ogni vicenda, ogni musica, ogni frase può darmi l’ispirazione e può far nascere il mio prossimo romanzo.
Adoro scrivere, e sono molto fortunata di poter condividere questa passione con Rebecca. Sicuramente, è una passione che rimarrà per sempre dentro di noi.

  •  Sogno nel cassetto?
Sofia: Sognare è meraviglioso e da piccola avevo tantissimi sogni, con il tempo ho provato a realizzarli ma spesso sono stata delusa. Naturalmente, però, questo non vuol dire che ho smesso di sognare! Attualmente, tutto quello che voglio fare è scrivere, scrivere e scrivere, e lo sto facendo, quindi mi sento molto realizzata. Adoro passare il tempo con la mia famiglia e mi ritengo molto fortunata. Certo, ho tanti sogni, ma so che adesso ho la possibilità di fare quello che maggiormente m’interessa. Scrivere, dare una voce a chi non ne ha, viaggiare, ridere, guardarmi intorno… rimanendo con i piedi per terra e non dimenticando quanto sono fortunata a vivere in un Paese sicuro, in salute, al fianco della mia famiglia… è come vivere in un bellissimo sogno.
Rebecca: Può sembrare strano ma non ho un vero e proprio sogno nel cassetto. Da piccola ne avevo tantissimi, e anche da adolescente ma ho avuto la fortuna di realizzarli e nella maggior parte dei casi si trattava di sogni che, una volta trasformati in realtà, non mi hanno resa felice come credevo.
Da quelle esperienze ho imparato che ho sempre avuto tutto ciò che mi serve per essere contenta e semplicemente vedevo “l’erba del vicino sempre più verde”. Pensavo che non sarei stata contenta se non avessi vissuto all’estero, in città stimolanti confronto al paesino dove sono nata e cresciuta, e che, se non avessi realizzato i miei sogni in ambito lavorativo, non sarei mai stata soddisfatta. Come ho detto, ho buttato anni al vento seguendo quelle che erano semplicemente illusioni, perché qui e ora ho tutto ciò che mi serve per essere contenta: prima di tutto i miei cari ed io abbiamo la salute, abito in un posto bellissimo, non ho problemi economici o in famiglia, posso dedicare tutto il tempo che voglio a ciò che mi piace (viaggiare, ad esempio) e, grazie al self publishing, la mia passione per la scrittura è totalmente indipendente dal volere altrui, perciò non devo preoccuparmi al riguardo, perché scriverò finché vorrò. Quindi, direi che il mio sogno nel cassetto è che le cose rimangano come sono adesso, e che io e i miei cari possiamo continuare a stare bene e a essere felici.

  • Un saluto ai nostri lettori!

Rebecca: Saluto calorosamente tutti i lettori del tuo blog e naturalmente anche te! Voglio ringraziarti per avermi dedicato questo spazio, specialmente in occasione della Giornata della Memoria, un appuntamento fondamentale per non dimenticare gli orrori del passato.

Sofia: Leggere è molto importante e, anche se il tema dell’Olocausto è spesso definito “drammatico e deprimente” non dimentichiamo la verità di un passato neanche troppo lontano. Un grande saluto a tutti quanti i lettori, giovani e meno giovani e, naturalmente, un grande saluto anche a te e grazie per avermi ospitato nel tuo blog!

Vorrei ringraziare calorosamente queste due esordienti scrittrici per averci aiutato a ricordare gli orrori che sono stati fatti da degli uomini nei confronti di altri uomini.
Dobbiamo imparare da questo enorme errore, così tragico che non puo’ nemmeno essere definito uno sbaglio, ma una tragedia consapevole ed è proprio questa la cosa più terribile.

_Giulietta_


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