sabato 4 gennaio 2014

Cosa vuoi fare da grande

Cosa vuoi fare da grande 
Autori: Ivan Baio e Angelo O. Meloni 
Prezzo: 12.00 € (E-book 10.20€)
Pagine: 172
Anno: 2013
Voto: 4/5 
La mia recensione

Viviamo in una società in cui le persone si sono abituate a tutto: prendono come esempio quello che gli viene detto dalla televisione e dai telegiornali, non usando un briciolo di critica personale; approvano insegnanti senza scrupoli che dovrebbero istruire i loro figli; si fanno abbindolare da promesse che quando non sono mantenute vengono dimenticate, preparando la mente ad accoglierne di nuove, ugualmente fasulle, ma approvate e sostenute.
Tutto è permesso, tutto è accettato e questo tutto, velato da uno strato di comicità, lo troviamo nel libro “Cosa vuoi fare da grande” di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni, un romanzo che concentrando l’attenzione del lettore su una nuova invenzione: “il futurometro” , macchina in grado di predire il futuro scoprendo le professioni a cui sono destinati i giovanissimi della scuola elementare Attilio Regolo, vuole dare una visione più ampia della pazzia crescente degli adulti e della decadenza continua della scuola italiana.

“Gli scolari erano schierati in prima fila sotto il vigile sguardo della maestra Anna Maria Amelia Rosa Tizzone, una donna impettita, dal cuore di pietra, che seminava paura e infondeva tristezza. […] Le sue mani erano nate per brandire gessetti e scrivere note di demerito. […] Molti bambini se la sognavano di notte e moltissimi tra di loro ripetevano l’incubo per tutta la vita.”

Un sistema che promuove l’insegnante terroristico che prova piacere negli occhi spaventati degli scolari,  non capendo che questo è il modo migliore per non trasmettere nulla di positivo ai ragazzi che non hanno alcuna possibilità di difendersi da questi veri e propri attacchi.
Le vite di diversi personaggi s’intrecciano, a volte creando un po’ di confusione nel lettore che è analoga al disordine provato dai giovani che in questo periodo si devono confrontare con l’ambiente scolastico.

“Il futurometro non si sarebbe dovuto somministrare prima dei tredici anni compiuti, ma il decisionismo del ministro, on. Edoardo, aveva avuto la meglio < Seconda elementare o niente > poi si erano accordati per la terza”

Il progresso non può essere fermato,  anche a discapito degli allievi che pur essendo i diretti interessati sono coloro che ne sanno meno di tutti!
Troviamo nel libro adulti che avrebbero tanto da imparare dai bambini; il loro comportamento iracondo, maleducato ed infantile li porta a rendersi ridicoli.
Tramite l’inventore del futurometro, a mio parere, lo scrittore vuole lanciare un avvertimento al lettore e spronarlo a cercare di cambiare:

“Quello che invece vi interessa sapere, forse, e che nessuno vi ha mai detto, probabilmente, è che se la mia vita è diventata meravigliosa, è solo perché il mondo è pieno di imbecilli. Nessuno di voi merita la mia stima e nemmeno io merito la stima di qualcuno, tutti noi ci meritiamo le televendite, gli oroscopi e i futurometri madreperlati. Vi sto dicendo che mi sono stufato, come tutti, ma siccome io sono ricco posso dirlo ad alta voce. Posso rompere il giocattolo, io; e voi siete condannati ad usarlo. Non vi disprezzo, per questo, ma non vorrei essere nei vostri panni né in quelli dei vostri bambini.”

Non c’è lavoro, i giovani tentano di costruirsi un futuro, ma le probabilità per un successo sono bassissime, la scuola non funziona, l’Italia sta scomparendo e persone come Volkan (l’inventore) tentano di buttarci la testa sott'acqua affogando le nostre aspirazioni e cercando di convincerci che ormai non si può più recuperare nulla. Penso però che ci sia ancora una speranza, magari ingenuamente credo che le persone si meritino di più delle televendite, degli oroscopi e dei futuro metri madreperlati; perché se siamo noi i primi a voler cambiare, allora tutto è possibile; questo libro ti provoca, spronandoti a fare di più, ti mette di fronte ad una realtà, alcune volte sgradita, di come stanno le cose. Non facciamoci dire da nessuno di essere degli Imbecilli, non facciamo decidere a nessuno cosa meritiamo e cosa no, perché altrimenti saremo come una Gemma Tuttacani qualunque, che non avrebbe mai il coraggio di usare la propria testa e che  ha paura della fantasia di un bambino.

_Giulietta_ 

4 commenti:

  1. e tante grazie per la recensione, qui dalla scuola elementare Attilio Regolo diciamo: wow!

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    1. Figurati per me è stato un piacere!

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