giovedì 30 gennaio 2014

Semolino alla tedesca

Eccoci qui con una nuova ricetta cari lettori, questa volta ho voluto cambiare un po' genere presentandovi un dolce al cucchiaio semplice e veloce da fare e soprattutto senza la colla di pesce che non so voi, ma per me è un odio profondo! Perciò aprite lo stomaco e concedetevi una sana piccola prelibatezza. 

Semolino alla tedesca 


Tempo di esecuzione:  40 minuti (più il tempo di riposo)

Ingredienti per 6 persone :
- 125g di semolino
- 1/2 litro di latte
- 150g di zucchero
- 3 albumi
- 2 cucchiai di liquore d'arancia (ci sta molto bene anche il limoncello, io ho usato quello)
- la buccia grattugiata di due arance non trattate
- un pizzico di sale

Procedimento :

  • Portate ad ebollizione il latte, poi abbassate la fiamma e quando smetterà di bollire aggiungete a  filo i
    l semolino (altrimenti si accorperà subito e farà molti grumi), mescolando di tanto in tanto per evitare grumi cuocete a fuoco dolce per 20 minuti circa. 
  • Fuori dal fuoco unite lo zucchero e la buccia d'arancia, poi gli albumi montati a neve con il pizzico di sale e riportate il composto a bollore su fuoco dolce, sempre mescolando. 
  • Toglietelo dal fuoco, incorporate il liquore e versatelo o in uno stampo unico oppure in delle cocotte più piccole rotonde per creare delle monoporzioni, ma in entrambi i casi inumidite i contenitori con dell'acqua altrimenti il semolino poi rimarrà appiccicato. Se volete anche lisciare quello che poi sarà il fondo del vostro dolce, usate sempre una spatola inumidita con dell'acqua. 
  • Per la presentazione sbucciate e tagliate a vivo un'arancia e tagliate finemente un po' di buccia che non andrà mangiate perché non ancora  priva del bianco amaro e wualà avete finito!! 
Quindi Buon appetito. Ditemi poi se vi è piaciuto! :-) 

_Giulietta_ 

lunedì 27 gennaio 2014

Un giorno per ricordare di non ripetere la storia


Un giorno per ricordarsi di non ripetere la storia!
Oggi 27 gennaio 2013 è la data in  cui si ricorda la terribile tragedia dell’olocausto!
Una memoria che non deve essere sollecitata solamente in questa data, ma deve persistere nelle nostre menti per tutti i 365 giorni dell’anno, evidentemente a volte questo non accade! Come si spiegherebbero  altrimenti le continue emarginazioni e ingiustizie che ancora oggi si manifestano ogni giorno ad ogni ora in tutto il mondo?

Per questo importante appuntamento voglio farvi una doppia proposta; infatti oggi, 27 gennaio, sono usciti due libri trattanti del tema della schoah!

Le sorelle Rebecca e Sofia Domino sono le autrici di questi romanzi che ci aiutano a far riemergere il passato, due libri per ricordarsi di non dimenticare mai; perché l’uomo ha una memoria storica labile, ma questo non è un buon motivo per ripetere sempre gli stessi errori.

LA MIA AMICA EBREA
Autrice: Rebecca Domino
pagine:300
Prezzo: 1.99 € (ebook)
Anno: 2014
Canale di distribuzione: Lulu

Trama: Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un' Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

Biografia:  Rebecca è nata nel 1984, e da sempre è stata appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa sua  grande passione per molti anni, è tornata a scrivere e adesso è ciò che più le piace fare. E’ anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il suo  primo romanzo.

QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE
Autrice: Sofia Domino
Pagine: 496
Prezzo: 1.99€
Anno: 2014
Canale di distribuzione: Lulu

Trama: Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

Biografia: E’ nata nel 1987 e sin da quando era piccola le piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la sua passione principale. Oltre a scrivere adora leggere e sognare. Inoltre, viaggia non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il suo primo romanzo.

Per celebrare ancora di più questa giornata voglio condividere con voi l’intervista fatta a queste due giovanissime scrittrici: 

  •     La mia curiosità si è accesa quando ho saputo che due sorelle scrittrici hanno scelto entrambe come tema dei loro libri l’olocausto; da dove proviene questa decisione? 




Rebecca: Ho sempre voluto scrivere un libro sull’Olocausto, perché penso che sia un orrore che non deve ripetersi. Purtroppo è già successo che, in altre nazioni, siano stati commessi dei genocidi e altre atrocità che, per certi versi, non sono poi molto diverse dall’Olocausto: il primo genocidio che mi viene in mente è quello perpetrato dai Khmer rossi in Cambogia, ma ci sono anche altri esempi, come il genocidio armeno (chiamato anche, non a caso, Olocausto armeno), il genocidio del Ruanda, ecc… Per evitare che vengano nuovamente commesse atrocità simili è fondamentale tenere viva la memoria di quello che è successo in passato e, fra tutte le tragedie, quella dello sterminio degli ebrei per volere di Hitler e del suo partito è sicuramente la più conosciuta. Nel mio romanzo, però, ho voluto raccontare la storia dal punto di vista di Josepha Faber, una quindicenne tedesca. Sono sempre stata interessata ai lati meno conosciuti delle vicende famose e forse è stato questo che mi ha spinta a esordire con “La mia amica ebrea”: la maggior parte dei libri sull’Olocausto sono scritti dal punto di vista degli ebrei e, nonostante nel mio romanzo ci siano stralci della vita degli ebrei, visti attraverso gli occhi di Rina, la protagonista resta Josepha e ciò permette ai lettori di vivere la Germania nazista dal punto di vista del “nemico” e di ricordare gli atti eroici di persone qualunque, che hanno rischiato molto per aiutare gli ebrei durante il nazismo.

Sofia: Ho sempre voluto parlare dell’Olocausto e raccontare le ingiustizie che hanno subìto gli ebrei durante il periodo del nazismo. L’occasione giusta è arrivata con il mio romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle”. Dentro di me ho sentito il bisogno di dare una voce a tutte quelle famiglie di ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono costrette a lasciare il loro Paese, a nascondersi in dei rifugi, che persero ogni diritto, che furono additate e che furono rinchiuse in dei campi di concentramento. La domanda che durante il mio romanzo prende sempre più importanza è: perché?
È una domanda che accomunava ogni ebreo: bambini, ragazzi, adulti e anziani.
Siamo nel 1943: Perché noi ebrei siamo cercati dalla Gestapo? Perché siamo rinchiusi in dei campi di concentramento? Perché siamo costretti a lavorare per ore? Perché le SS vogliono ucciderci? Perché non abbiamo più nessun diritto? Perché non possiamo tornare a casa? Perché non abbiamo più un nome, ma siamo diventati dei numeri?
Grazie a “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho potuto dare la voce a Lia, una ragazzina ebrea, alla sua famiglia e ai suoi protettori. Inoltre, ho voluto lanciare un messaggio, quello di non dimenticare mai le atrocità del nostro passato, così che non siano più ripetute 
  • Rebecca, “la mia amica Ebrea” parla di un profondo legame fra due ragazze: ti sei ispirata al rapporto che c’è con tua sorella?

No, onestamente non mi sono ispirata al rapporto fra me e mia sorella per scrivere quello fra Josepha e Rina. Sono legatissima a mia sorella, però il nostro rapporto non ha niente a che vedere con quello delle due ragazze del mio romanzo. La loro è un’amicizia che nasce su una base comune: sono due sconosciute che si avvicinano sempre di più nonostante una sia tedesca e l’altra ebrea, perché vedono la vita allo stesso modo, e sono generalmente sulla stessa lunghezza d’onda. La loro è un’amicizia profonda, perché a causa del periodo in cui vivono, dove tutto è incerto, si conoscono in fretta, si confidano come se si stessero sfogando con un diario privato, si rivelano segreti e si fidano del tutto l’una dell’altra. Questi punti sicuramente accomunano il loro rapporto a quello fra me e Sofia ma penso che un rapporto fra due amiche sia molto diverso da quello fra due sorelle perché due sorelle sono cresciute insieme, si conoscono “da sempre” e questo influenza il loro legame.

  •   Sofia, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, un titolo veramente particolare e affascinante che suscita curiosità, da cosa ti sei ispirata?
Come sappiamo, in molte nazioni, durante il nazismo, gli ebrei erano costretti a cucire sulle proprie vesti la Stella di David. In “Quando dal cielo cadevano le stelle” c’è una scena in cui Chalom, il fratello minore di Lia, chiede alla loro nonna perché tanti ebrei sono costretti a cucire sui loro abiti una stella. Chalom sa che la colpa è dei nazisti, naturalmente lo sa anche Lia, e la domanda che entrambi si fanno è: perché le stelle sono cucite sulle vesti degli ebrei? Il loro posto non è nel cielo?
Lia, una volta rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz e costretta a indossare la casacca a righe, noterà che anche su quella veste sporca e piena di pidocchi si trova una stella gialla, a sei punte, segno di riconoscimento per i prigionieri ebrei.
Il posto delle stelle è nel cielo, ma durante la Seconda Guerra Mondiale in numerose nazioni, ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento, le stelle erano cucite sulle vesti degli ebrei e sembravano cadere dal cielo.
Erano strappate dal cielo come gli ebrei erano strappati dalle loro case.
Ecco perché ho deciso di intitolare il mio romanzo “Quando le stelle cadevano dal cielo”.


  • Siete entrambe molto giovani, ma avete già scritto due libri, sono veramente ammirata! Avete un nuovo romanzo in lavorazione?

Sofia: Grazie per le tue parole! Scrivere è la mia passione, e non smetto mai di farlo e di cercare spunti per i miei romanzi. Comunque la risposta è sì, ho già un nuovo romanzo in lavorazione e adesso sono in una delle fasi dell’editing. Il mio prossimo libro uscirà a giugno ma l’ambientazione non sarà italiana. Il romanzo prende vita in India, il Paese peggiore in cui nascere donna. Le protagoniste sono due giovani donne di due nazionalità diverse che instaurano un’amicizia profonda. Può l’amicizia di due ragazze vicine ma lontane durare per sempre? Ed è possibile lottare per la giustizia in un Paese corrotto e dove il potere è nelle mani degli uomini?

Rebecca: Grazie. Cerco di scrivere ogni giorno, quindi ho sempre dei progetti per il futuro! Il mio prossimo romanzo uscirà quest’estate e, rispetto a “La mia amica ebrea” ha rappresentato una sfida per me perché, per la prima volta, ho scritto di una persona realmente esistita. Non posso dire chi è, però è una ragazza di cui io stessa non sapevo niente, prima d’imbattermi casualmente nella sua storia, una storia che mi ha coinvolta e sconvolta, una storia d’ingiustizie, intrighi e violenza ma, soprattutto, una storia sul diritto alla libertà, fisica e di pensiero.
Come avrete capito, è un romanzo cui tengo molto, che mi da’ una certa responsabilità perché ho messo su carta le emozioni, i sogni, i pensieri, le paure, le angosce di una ragazza veramente esistita, e le mie parole saranno il mezzo attraverso il quale i lettori potranno farsi un’idea più ampia su certi periodi della Storia, su certi “personaggi” e, spero, su di lei, su questa ragazza che è stata incompresa e dimenticata dai più.

  • Adesso Vi faccio delle domande più generali, per conoscerVi meglio; libro, autore e genere letterario preferito!
Rebecca: La mia autrice preferita è Jane Austen, per la sua padronanza della lingua, la grammatica, l’ironia e la perspicacia nei suoi romanzi e il mio libro preferito è “Orgoglio e pregiudizio”. Ammiro molto Jane Austen perché nacque in un periodo storico in cui le donne potevano fare poco o niente e, senza avvalersi degli aiuti della tecnologia di cui disponiamo oggi, è riuscita a scrivere dei libri che sono impareggiabili dal punto di vista lessicale e dello stile in generale. Per quanto riguarda il genere letterario che preferisco, non ne ho uno che supera tutti gli altri. Leggo un po’ di tutto: romanzi storici, romanzi – testimonianza, romanzi contemporanei… ci sono dei generi però che non mi piacciono. Il fantasy in tutte le sue sfumature è indubbiamente uno di quelli, e non mi piacciono neanche gli horror, i thriller o i polizieschi.
Sofia: Non ho un vero e proprio libro preferito. Mi piace molto leggere e penso che ognuno di noi possa imparare sia dai libri belli sia da quelli brutti. Naturalmente, adoro Il diario di Anna Frank, il talento e la forza di questa giovane ragazza ebrea che ha conquistato il mio cuore. La mia autrice preferita è Bianca Pitzorno. Solitamente scrive dei romanzi per un target di bambini – ragazzi, ma trovo il suo stile completo. Le protagoniste dei suoi romanzi sono principalmente femmine e, come nel mio caso, sono quasi sempre delle eroine. La Pitzorno riesce a cucire e scucire le varie vicende e si dedica molto bene a ogni suo libro. M’interessa molto anche leggere libri – testimonianze e, naturalmente, mi dedico anche ai romanzi degli autori emergenti.

  •    Avete creato due blog, volete parlarcene?
Sofia: Sì, certo. Ho aperto un blog (http://sofiadominolibri.blogspot.it/) dove parlo dei miei romanzi, delle trame, delle novità… è il mio mondo e il mondo dei miei libri. È sempre molto aggiornato e parlo spesso di sorprese e giveaway. Invito tutti i tuoi lettori a venire a trovarmi nel mio blog!
Rebecca: Sì, ho aperto un blog dedicato ai miei libri, al mio mondo (http://rebeccadomino.blogspot.it). Cerco di aggiornarlo costantemente, specialmente in un periodo di promozione come questo, e penso che per i miei lettori sia un modo semplice e veloce per essere sempre aggiornati sui miei progetti.

  •  Da dove e quando è nata la Vostra passione per la scrittura?
Rebecca: Ho cominciato a scrivere quando ero bambina. A scuola mi piaceva scrivere temi e, spesso, nel tempo libero scrivevo racconti. Purtroppo, nel corso dell’adolescenza ho messo in secondo piano la scrittura per dedicarmi del tutto ad altri interessi che pensavo fossero le mie vere passioni, ma non si sono rivelati tali. Dopo un po’ di anni, però, mi sono seduta nuovamente davanti al computer e ho ripreso a scrivere. Sono anni che scrivo per me stessa, sperimento vari generi, e nel frattempo leggo. Sono felicissima di aver ripreso a scrivere e adesso capisco che quella passione che mi entrò dentro in maniera naturale e inspiegabile durante l’infanzia, è sempre stata quella giusta e che sono stata io ad aver “sbagliato strada”, dedicando così tanto tempo ed energie ad altre attività che, poi, mi hanno delusa. Ora quando scrivo mi sento felice e libera di creare dei mondi o di provare a migliorare quello in cui ci troviamo, una parola alla volta, e sono sicura che, fino a quando potrò, non smetterò di scrivere.
Sofia: Sin da quando ero piccola, adoravo scrivere. Ho cominciato a farlo su dei quaderni per la scuola, poi sono passata alla macchina per scrivere e, infine, al computer. Ricordo ancora qualcuna delle prime storie che scrissi e mi spiace tanto che con il passare del tempo ne ho perdute alcune! Prima di far uscire un romanzo, però, ho avuto bisogno di conoscere meglio il mio stile e ho imparato dai miei stessi errori. Durante l’adolescenza, inoltre, con rammarico ammetto di aver lasciato perdere per un periodo la scrittura e di essermi dedicata ad altro. Stavo crescendo e avevo bisogno di vivere altre esperienze. Adesso, comunque, so che la mia passione più grande è la scrittura e non potrei stare a lungo senza scrivere! Ogni volto, ogni parola, ogni vicenda, ogni musica, ogni frase può darmi l’ispirazione e può far nascere il mio prossimo romanzo.
Adoro scrivere, e sono molto fortunata di poter condividere questa passione con Rebecca. Sicuramente, è una passione che rimarrà per sempre dentro di noi.

  •  Sogno nel cassetto?
Sofia: Sognare è meraviglioso e da piccola avevo tantissimi sogni, con il tempo ho provato a realizzarli ma spesso sono stata delusa. Naturalmente, però, questo non vuol dire che ho smesso di sognare! Attualmente, tutto quello che voglio fare è scrivere, scrivere e scrivere, e lo sto facendo, quindi mi sento molto realizzata. Adoro passare il tempo con la mia famiglia e mi ritengo molto fortunata. Certo, ho tanti sogni, ma so che adesso ho la possibilità di fare quello che maggiormente m’interessa. Scrivere, dare una voce a chi non ne ha, viaggiare, ridere, guardarmi intorno… rimanendo con i piedi per terra e non dimenticando quanto sono fortunata a vivere in un Paese sicuro, in salute, al fianco della mia famiglia… è come vivere in un bellissimo sogno.
Rebecca: Può sembrare strano ma non ho un vero e proprio sogno nel cassetto. Da piccola ne avevo tantissimi, e anche da adolescente ma ho avuto la fortuna di realizzarli e nella maggior parte dei casi si trattava di sogni che, una volta trasformati in realtà, non mi hanno resa felice come credevo.
Da quelle esperienze ho imparato che ho sempre avuto tutto ciò che mi serve per essere contenta e semplicemente vedevo “l’erba del vicino sempre più verde”. Pensavo che non sarei stata contenta se non avessi vissuto all’estero, in città stimolanti confronto al paesino dove sono nata e cresciuta, e che, se non avessi realizzato i miei sogni in ambito lavorativo, non sarei mai stata soddisfatta. Come ho detto, ho buttato anni al vento seguendo quelle che erano semplicemente illusioni, perché qui e ora ho tutto ciò che mi serve per essere contenta: prima di tutto i miei cari ed io abbiamo la salute, abito in un posto bellissimo, non ho problemi economici o in famiglia, posso dedicare tutto il tempo che voglio a ciò che mi piace (viaggiare, ad esempio) e, grazie al self publishing, la mia passione per la scrittura è totalmente indipendente dal volere altrui, perciò non devo preoccuparmi al riguardo, perché scriverò finché vorrò. Quindi, direi che il mio sogno nel cassetto è che le cose rimangano come sono adesso, e che io e i miei cari possiamo continuare a stare bene e a essere felici.

  • Un saluto ai nostri lettori!

Rebecca: Saluto calorosamente tutti i lettori del tuo blog e naturalmente anche te! Voglio ringraziarti per avermi dedicato questo spazio, specialmente in occasione della Giornata della Memoria, un appuntamento fondamentale per non dimenticare gli orrori del passato.

Sofia: Leggere è molto importante e, anche se il tema dell’Olocausto è spesso definito “drammatico e deprimente” non dimentichiamo la verità di un passato neanche troppo lontano. Un grande saluto a tutti quanti i lettori, giovani e meno giovani e, naturalmente, un grande saluto anche a te e grazie per avermi ospitato nel tuo blog!

Vorrei ringraziare calorosamente queste due esordienti scrittrici per averci aiutato a ricordare gli orrori che sono stati fatti da degli uomini nei confronti di altri uomini.
Dobbiamo imparare da questo enorme errore, così tragico che non puo’ nemmeno essere definito uno sbaglio, ma una tragedia consapevole ed è proprio questa la cosa più terribile.

_Giulietta_


martedì 21 gennaio 2014

il libro della settimana

Sembra ieri che è iniziato il 2014, ma il tempo vola in fretta e siamo già quasi alla fine di gennaio!
Questa settimana vi consiglio un libro a mio parere stupendo che vi farà apprezzare ancora di più la vita! Forse l'avrete capito, ma Marcia Grad Powers è una delle mie scrittrici preferite (naturalmente ne ho tante) e in questo libro riesce veramente a farti trovare la felicità e la serenità.

Il cavaliere che aveva un peso sul cuore 
Autrice: Marcia Grad Powers 
Anno: 2011
Pagine: 216
Prezzo: 9,00 €
TRAMA (presa dal libro) : La vita, talvolta, incrina persino le più solide certezze, e delusioni, frustrazioni, amarezze possono arrivare a far perdere ogni fiducia nelle proprie capacità. La storia di Duke svela il segreto per riappacificarsi con se stessi e imparare ad accettare ciò che ogni nuovo giorno porta con sé.
Una favola rivelatrice, capace di regalare ad ognuno di noi la chiave della vera felicità. 

"Vivi un giorno alla volta, apprezza il momento presente e accetta le difficoltà come pietre sul sentiero che porta alla pace."

BIOGRAFIA (presa dal libro) :Marcia Grad Powers vive in California. Specializzata in psicologia, tiene seminari presso scuole e università e insegna tecniche di crescita personale ai gruppi di manager e professionisti. Oltre a il cavaliere che aveva un peso sul cuore, è autrice di altri volumi di grande successo, primo fra tutti La principessa che credeva nelle favole. Come fare per liberarsi del proprio principe azzurro, uno straordinario bestseller internazionale che ha venduto milioni di copie  nel mondo, ed è considerato da molte donne una lettura imprescindibile e illuminante. 

"Che io possa avere
la SERENITA' per accettare le cose che non posso cambiare, 
il CORAGGIO per cambiare ciò che posso 
e la SAGGEZZA per capire la differenza."

_Giulietta_

domenica 19 gennaio 2014

Petits fours alla spagnola

Ho aperto una nuova pagina "Il libro dei dolci" perché un delle mie tante passioni è quella di fare dolci perciò mi sono detta, perché non condividerla con voi?
In questo spazio metterò tutti i miei esperimenti culinari e sarò sempre aperta a ricevere consigli da Voi, sicuramente più esperti di me! 
Inauguriamo questa pagina con delle delizie prese dal mio librone d'oro dei dolci, i"Petits frois alla spagnola"!

Petits fours alla spagnola 


Tempo di esecuzione: 1 ora (più il tempo in frigorifero)
Difficoltà media
Ingredienti per 6 persone

Pasta frolla:
- 150g di farina
- 90g di burro 
- 60g di zucchero
- 2 tuorli 

Ripieno: 
- 2 albumi
- 120g di zucchero 
- 60g di nocciole tritate (la ricetta originale è con le mandorle, ma io la preferisco così :-) )
- 1 cucchiaio di gelatina di albicocche (non è necessaria) 
- 1 pizzico di sale 
- zucchero a velo qb

Procedimento:

  • imburrare e infarinare degli stampini di circa 3cm di diametro, se non li avete vanno benissimo i pirottini (io li chiamo così ) di cartaforno, i contenitori di pasta frolla vi verranno solamente un poco più aperti perché non sono rigidi, ma il gusto non cambia, io li ho fatti con quelli e sono venuti ;-) ricordatevi di accendere il forno a 180 gradi! 
  • con gli ingredienti sopraelencati preparare la pasta frolla e lasciatela riposare in frigo per circa un ora, se non avete tempo però potete utilizzarla subito, prendete delle piccole porzioni dall'impasto e pressatele negli stampini creando un bordo di almeno 3cm di altezza! Altrimenti se l'avete fatta riposare stendete la pasta e ritagliate dei cerchi da mettere negli stampini, il risultato sarà lo stesso; ricordatevi però di bucherellare la pasta frolla perché non cresca e per essere sicuri che non lieviti ricopritela con un pezzo di alluminio che riempirete di riso, il peso non la farà crescere! cuocete nel forno per 10 minuti circa. 
  • Per il ripieno montate a neve ferma  (cioè ben compatta) gli albumi con il sale e aggiungete a poco a poco lo zucchero facendo ben attenzione a non smontarli e girando sempre con un movimento dal basso verso l'altro; unite metà mandorle tritate e se volete un pizzico di vaniglia in polvere. 
  • Sfornata gli stampini e se li avete messi togliete il riso e la carta. spalmate la pasta frolla di marmellata e metteteci dentro il ripieno; spolverate di zucchero a velo e delle mandorle rimaste e poi rimetteteli in forno per circa 10 minuti! una volta che sono ben dorate tiratele fuori, non aprite primaa il forno, altrimenti il ripieno si affloscerà. Lasciatele raffreddare e poi gustatevele! 
Spero che vi sia piaciuta questa ricetta, voglio poi sapere se i vostri esperimenti sono riusciti! Alla prossima! 

_Giulietta_ 





La felicità è una scelta



Le dolci note scorrono nella mia mente
Penso:
all'ingratitudine permanente
alle scuse
create per difenderci dalla gente
al fatto che
il pensiero è oscurato continuamente

La felicità è una scelta

Dobbiamo credere
Che sia possibile,
Trovare la felicità di vivere


_Giulietta_

venerdì 17 gennaio 2014

Venerdì 17

Barricate le finestre, chiudetevi in casa e fate passare 24 ore perché oggi è  il temutissimo venerdì diciassette!

Vi sembrerà strano, ma tutto quello che da frutto a delle scaramanzie a me ha sempre portato fortuna! Il Gatto nero che ti attraversa la strada, il sale rovesciato in tavola, il vetro di uno specchio rotto, se mi capita invece di toccare ferro e fare le corna sotto il tavolo sono felice, perché si preannuncia una bella giornata!
Sarò strana, ma penso che le cose prendano il significato che noi gli attribuiamo. Non esiste nulla che porti sfortuna o fortuna, esiste quello che noi crediamo che porti fortuna o sfortuna, e sono due concetti molto, ma molto diversi.

L'amuleto da cui non possiamo separarci, non ha nulla in se stesso che lo rende speciale, siamo noi a trasformarlo in un oggetto magico; la nostra mente lo fa diventare importante, prima non era altro che un pezzo di legno e adesso è diventato la cosa che ci sistemerà la vita.

_Giulietta_


Siamo in Veneto!

Ieri ho avuto una meravigliosa sorpresa! 

Ho aperto la mia posta elettronica e fra l'e-mail ricevuta c'e n'era una della scrittrice Maria Fornaro che mi comunicava la pubblicazione della presentazione del suo libro "Io sono respiro puro" sulla repubblica Veneta!

Con enorme soddisfazione ho visto che nell'articolo ha citato la mia recensione, è stato veramente un enorme piacere che voglio condividere con voi, cari lettori! 

Eccovi l'articolo completo preso dalla repubblica veneta:

"Io sono respiro puro" di Maria Fornaro
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Versi fantastici capaci di donare infinite emozioni. Le emozioni di Maria Fornaro sono descritte con maestria toccando il cuore delle persone. Sono poesie che, una volta lette, non possono essere dimenticate; non si può più tornare indietro, proprio come l’Amore, diventano parte integrante di te e completano il tuo essere...
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“Già l’incipit, il titolo della silloge è un verso che da solo è poesia”, afferma la nota poetessa Patrizia Portoghese in una sua recensione. E ancora “L’emozione si palpa in tutte le poesie, scorrono come un fiume, lento e calmo. Seduti al margine si deve leggere e rileggere questo libro, pieno d’amore.”
[Dall’articolo di Nando Perrone del La Gazzetta Del Mezzogiorno]. “Poesie d’amore, ma anche poesie d’amare, che ti rapiscono e ti assorbono già alla prima lettura. <<Ho iniziato a scrivere sull’onda di emozioni che mi hanno travolta, emozioni che hanno lenito ferite e accarezzato l’animo e il cuore>> si presenta la poetessa salentina Maria Fornaro <<Non sapevo di saper scrivere e non so ancora se so farlo, ma lo faccio perché il mio cuore comanda le mie dita. Questo libro è una piccola parte di me stessa>>. La magia e il fascino dei suoi versi, il loro potere seduttivo sta anche nella possibilità concessa a chiunque legga di farle proprie, di adattarle, fonderle, colmarle di significati diversi, di colori differenti. Ogni componimento descrive un’
immagine vivida e chiara che parla di gioia e speranza, oppure trasmette dolore, paura e solitudine, ma le più belle poesie sono forse quelle ricche di speranza, di amore e di voglia di ricominciare, ritagli di vita che esprimono le emozioni che tutti, prima o poi, abbiamo provato ma che, forse, non siamo riusciti ad esprimere.”
[Dal blog “Storie attorno al fuoco”] Quello che rende speciale il libro “Io sono respiro puro” di Maria Fornaro è l’immediata comunicazione delle emozioni tramite le parole. Un contatto diretto che permette al lettore di fare immediatamente sua la lettura. Una vera e propria “Poetica della parola” come c’insegna il grande Ungaretti, il linguaggio espressivo che va al di là del tempo e dello spazio.
TUTTO CAMBIA
Davanti ai miei occhi una 
lunga strada di asfalto grigio
È arida,
solitaria,
triste.
Intorno gli alberi parlano piano.
Una folata di vento e le foglie,
come una pioggia di coriandoli ,
riempiono il cielo e colorano
quel lungo nastro davanti a me.
Un 
colpo di vento e
Tutto cambia …
I termini anche se semplici sono efficaci e c’introducono nel tema che fa da filo conduttore … l’Amore, che viene quasi angelicato come la donna nel Dolce Stilnovo; non ne tralascia i difetti, ma lo esalta, come un sentimento necessario e vitale che deve essere custodito nell’anima.
ANIMA
Che mistero infinito,
non ha un colore,
non ha forma,
non ha spazio né dimensione,
non si può afferrare,
né fermare,
nella sua “folle” corsa verso l’ignoto dei sentimenti.
Molto spesso è sospesa,
tra l’essere e il non essere
eppure è quella che va in frantumi per prima,
silenziosamente,
provocando un enorme fragore interiore.
Le emozioni sono descritte con maestria toccando il cuore delle persone. Sono poesie che, una volta lette, non possono essere dimenticate; non si può più tornare indietro, proprio come l’Amore, diventano parte integrante di te e completano il tuo essere.
Biografia
Maria Fornaro nasce a Fragagnano (TA) nel Dicembre del 1964. Sposata dal 1994, ha due figli.
Laureata in Materie Letterarie all’Università di Bari, dopo un breve periodo d’insegnamento e varie altre esperienze lavorative nel campo museale, si è dedicata interamente alla propria famiglia. Le piace leggere, ascoltare, discutere e mettersi in gioco. Scrive per diletto e per emozioni e pensa come Daniel Glattauer che “scrivere è come baciare, solo senza labbra, ma con la mente”.
I suoi autori preferiti sono Valerio Massimo Manfredi, Glenn Cooper, Kahlil Gibran, Michail Bulgakov, Edgar Lee Masters, Nikolaj Vasil''evic Gogol'' , Franz Kafka, Khaled Hosseini, Carlos Ruiz Zafón, Henrik Ibsen, Thomas Mann, Giovanni Verga, Luigi Pirandello.

Dati del libro
• Titolo: Io sono respiro puro
• Autore: Maria Fornaro
• Data di uscita: Aprile 2013
• Pagine: 70
• ISBN: 9788891108609
• Prezzo: 10€ cartaceo, 3,99€ ebook
Quarta di copertina
La poesia è divenuta elemento importante della vita dell’autrice, è l’universo in cui si perde e attraverso essa riesce a concretizzare tutte le sue emozioni, le sue sensazioni, i suoi pensieri e i suoi ricordi. È la componente assolutamente imprescindibile della natura umana, come l’aria, che dà forza all’anima. Di animo passionale e tumultuoso, celato nel passato sotto montagne di grigia quotidianità, ora, finalmente, esplode in tutto il suo essere travolgente, regalando versi che toccano l’anima di ognuno di noi. I versi risultano la trasfigurazione in chiave simbolica dell’amore protagonista indiscusso che assurge a unico, vero motivo di vita. L’amore che lenisce le pene, che sussurra, che grida ed infiamma le passioni. Ne risulta una vena poetica impregnata di una grande sensibilità in un caleidoscopio di emozioni che nascono dal cuore, dai ricordi, dalle paure, dai desideri. È una forza travolgente senza tempo.
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